LA PIEVE

La Pieve di Canoscio (che è stata dichiarata Monumento Nazìonale) come è attualmente nelle sue linee generali, risale al secolo dodicesimo ed è stata costruita sulle rovine di una chiesa più antica, che sembra risalire al lontano secolo sesto. Di architettura romanica, con la casa canonica arcipretale alla quale è collegata, forma un insieme bellissimo, nella collina piena di verde e di pace. È composta da una navata, con abside semicircolare, da un magnifico rosoncino nella facciata e da alcune piccole finestre ogivali e rettangolari, in una mistica penombra che invita a un intimo raccoglimento. Vicino alla porta c'è il Fonte Battesimale, in stile antico su base ottagonale e con artistica cancellata di ferro. Il campanile, costruito a così detta coda di rondine, sulla facciata, ha una bifora per le due campane. La chiesa, dedicata fin da. tempi antichissimi ai Santi fratelli medici Cosma e Damiano, è stata ripristinata nelle sue caratteristiche originali nel finire del secolo scorso dall'arciprete Don Giuseppe Lignani, sotto la direzione dell'architetto Giuseppe Castellucci. Sullo stile antico sono stati risistemati l'altare, rivolto verso il popolo e la balaustra di travertino, mirabilmente lavorata. Liberate, agli inizi dì questo secolo dall'intonaco che le ricopriva, nelle pareti della Chiesa, ci sono molte pitture dei secoli quattordicesimo e quindicesimo, più o meno conservate, anche con la sovrapposizione di un affresco sull'altro. Ne accenniamo alcune, che maggiormente attirano l'attenzione del visitatore. A destra di chi entra sono dipinte tre immagini di San Sebastiano, colpito dalle frecce: è il Santo protettore contro la peste. Nella parete grande, in basso, vediamo la Madonna che allatta il Bambino, mentre due angeli tengono sollevata una tenda e ai lati alcuni Santi, tra i quali i Protettori Cosma e Damiano. Sopra c'è il capolavoro della Pieve: la Maestosa Immagine della Madonna detta Misericordia. Studiosi di arte dicono che questa, della Pieve di Canoscio, è la più antica Immagine, di tutta Italia, che raffigura la Misericordia di Maria: grandissimo affresco di metri 5x4, che un ignoto pittore terminò di dipingere il 30 novembre 1348. La Madonna accoglie, sotto il suo manto gli appartenerti alla Confraternita dei Santi Martiri Cosma e Damiano e li salva dalla peste che colpisce, con il simbolo delle frecce, tutti quelli che non sono protetti e salvatidal velo della Vergine. Tra le figure che sono sotto il mantello aperto di Maria, ne sono in evidenzadue con mitra in testa, ed altre due figure femminili, ritratte per intero, una per lato. Alla destra della Madonna, compaiono due Santi, divisi da una colonna con capitello a fogliami, e San Michele Arcangelo, che in una mano ha lo scudo, e nell'altra la lancia, con la quale ha ucciso il Drago, che si vede configurato sotto i suoi piedi, mentre in fondo alla parte sinistra c'è la figura di un Santo che probabilmente è San Pietro. Nell'affresco, a destra, si vedono i Santi Cosma e Damiano, ai quali è dedicata la Pieve. La figura, alla sinistra della Madonna, sorregge con la mano destra una basilica a pianta circolare e con l'altra mano indica un gruppo di fedeli. Sotto la pittura c'è questa iscrizione: MCCCXLVIII MES. NOVEMBER DI XXX HOC OPUS FECIT FIERI MAFFEI MARSI PRIORI ET JOA. MUGIUS SOPRIORI FRATERNITATIS S. COSMA ES. DAMIANI MARTIR. Cioè: 30 novembre 1348: quest'opera fu fatta fare da Maffeo Marsi priore e da Giovanni Mugio sottopriore della Fraternita dei Santi Cosma e Damiano Martiri. Si sa che nei due anni 1347-1348 ci fu nella zona, come nella vicina Toscana, una pestilenza nella quale furono moltissimi i morti. Sorsero allora tra i fedeli diverse "Fraternite" (o Compagnie) i componenti delle quali vestiti di un sacco e cinti di funi andavano per contrade a pregare e a far pregare perchè cessasse il flagello. In quegli anni nella Fraternita di Canoscio Maffeo (o Matteo) Marsi era priore e Giovanni Mugio era sottopriore. E fu appunto in questa occasione che Vanni di Jacopo fece dipingere in cima al colle l'immagine della Madonna del Transito. Segue poi la figura del Battesimo di Gesù. altri frammenti di immagini di Santi, tra cui sì notano San Giovanni Battista e la Madonna col Bambino. Nella parete sinistra vediamo delle figure molto rovinate; poi una soavissima immagine (opera recente del pittore tifernate Elia Volpi) della Vergine, la quale ha sulle ginocchia Gesù che sta leggendo un librettino; poi S. Antonio Abate in nicchia, che alza le dita e ha lo sguardo fisso al Crocifisso; segue l'espressiva figura della Madonna che ha in braccio il Bambino Gesù, il quale porge a San Pietro alcune spighe di grano, con la scritta: Pasce oves meas; poi una caratteristica rara figurazione della Trinità: un corpo che ha tre teste, il braccio destro alzato e il braccio sinistro che tiene un libro aperto. Nell'abside, al di sopra della custodia del Santissimo, vediamo delle pitture molto rovinate dal tempo e da infiltrazioni di acqua dal tetto: una impressionante raffigurazione dell'inferno e la dolorosa scena della Crocifissione, con a Madonna, San Giovanni e la Maddalena, vicini alla Croce e poi con altre figure di Santi.